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Camminare le Langhe: cinque itinerari a piedi che finiscono a tavola

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Camminare le Langhe: cinque itinerari a piedi che finiscono a tavola

Photo: Sneha G Gupta, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

C'è chi visita le Langhe in macchina, fermandosi ogni tanto per una foto, e c'è chi le attraversa a passo d'uomo. La differenza, dopo il primo chilometro, è evidente: a piedi senti l'uva, senti il terreno, capisci perché una collina esposta a sud vale più della sua vicina. E alla fine, dopo due ore di salite dolci, il tajarin al burro non è solo pranzo: è ricompensa.

Ecco cinque itinerari che consigliamo a chi viene a trovarci, tutti fattibili senza guide e tutti con una trattoria in vista — o a due passi.

1. Sentiero dei vigneti di Barbaresco

Il classico dei classici: un anello di circa 8 km che parte dal paese di Barbaresco, costeggia il Tanaro e sale e scende tra i cruscbàs, i capanni in pietra costruiti dai contadini. Panorami continui sulla valle del fiume e sul paese di Neive.

Difficoltà: media, qualche salita decisa. Tempo: 2,5 ore con calma.

Il finale: rientri in paese con tempo per un pranzo lungo. Le trattorie di Barbaresco sono piccole: prenota, soprattutto nel weekend. Un piatto di agnolotti e un bicchiere del locale, e il giro è completo.

2. Il sentiero del Dolcetto a Dogliani

Dogliani è la casa del Dolcetto in versione più seria, e il suo territorio è più selvaggio di quello del Barolo: boschi che si alternano ai vigneti, strade bianche quasi deserte. L'anello consigliato è di circa 10 km, con un bel punto panoramico verso il santuario.

Difficoltà: media. Tempo: 3 ore.

Il finale: Dogliani ha una tradizione di cucina contadina molto solida. Frijolia, bollito, uova in contorno: qui si mangia come si mangiava, e dopo tre ore di cammino è esattamente ciò che serve.

3. Da La Morra a Barolo lungo la cresta

Il sentiero che collega i due paesi più famosi è lungo circa 5 km ma regala il panorama più fotografato delle Langhe: da La Morra, il Belvedere guarda tutta la valle fino alle Alpi. Si scende tra filari di Nebbiolo e si risale verso Barolo, dove ti aspettano il castello e — ovviamente — il vino.

Difficoltà: facile, poca dislivello. Tempo: 1,5 ore. Perfetta per chi si avvicina.

Il finale: a Barolo l'offerta è ampia, ma il nostro consiglio è di spingerti in una delle osterie di borgo: piatti semplici, vino della casa, conti onesti.

4. Le creste di Serralunga

Serralunga d'Alba ha il castello più scenografico della zona e i vigneti più ambiti del Barolo. Il sentiero che sale verso il colle e le creste è breve (6-7 km) ma ripido a tratti: la vista ricompensa ogni respiro perso.

Difficoltà: media, pendenze sostenute. Tempo: 2 ore.

Il finale: le trattorie di Serralunga sono poche e curate, con una cucina più ricercata della media. Qui concediti il secondo: hai meritato la scaloppina al Barolo, che in questo contesto non è kitsch ma quasi doverosa.

5. Il giro di Monforte d'Alba

L'anello intorno a Monforte è il nostro preferito per la varietà: si parte dal borgo vecchio, si attraversano i vigneti del Barolo verso valle, si passa per strade di terra silenziose e si torna al paese dal basso, con la vista più bella sull'abitato arroccato. Circa 9 km.

Difficoltà: media. Tempo: 2,5-3 ore.

Il finale: Monforte la sera si accende, ma anche a pranzo non si resta delusi. Osterie e trattorie si danno il cambio lungo le vie del borgo; il consiglio è di pranzare tardi, verso le 13.30, e restare fino a notte se puoi.

Come organizzarsi

Quando andare. Primavera e ottobre sono i mesi ideali: temperature miti e vigneti al loro meglio. In estate parta presto, entro le 8, e ritorni a pranzo.

Cosa mettere in valigia. Scarpe da trekking leggere bastano: i sentieri sono ben tenuti ma spesso di terra e, dopo la pioggia, scivolosi. Acqua in abbondanza (le fontane non sempre ci sono), cappello, e una giacca a strati: in collina il meteo cambia in fretta. Una mappa offline sul telefono completa l'equipaggiamento — la copertura, in certe zone, è un'opinione.

Come muoversi. Gli itinerari sono tutti ad anello o raggiungibili in auto in pochi minuti dai borghi di partenza. Se alloggi da noi, ti lasciamo l'auto e ti consigliamo il sentiero del giorno in base al meteo e all'umore.

Prenotare la trattoria. Sì, sempre. Le trattorie langarole sono piccole, la cucina è quella che è, e il rifiuto a tavole piene arriva con gentilezza ma arriva. Chiama la sera prima, di' che arrivi a piedi: quasi sempre ti riserveranno il tavolo più fresco e ti chiederanno se preferisci il primo o il secondo. Domanda seria, da prendersi sul serio.

Camminare è il modo migliore per scoprire un territorio patrimonio UNESCO senza folla né frenata: le Langhe si vedono in mille foto, ma si capiscono solo sotto le scarpe. E se il pranzo alla fine è la parte che ti convince di più, beh, diciamo che è un piano ben congegnato.

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